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2015...one step at a time!

Buon giovedì a tutti,
per chi mi segue su Facebook sa ,che il  motto di quest´anno per me è "one step at a time"(un passo alla volta!). Il 2014 l´ho voluto chiudere in bellezza (si fa per dire),ma quando qualcosa riesce a farti solo del male,non solo fisicamente,ma anche mentalmente io sono del parere che meglio chiudere una porta affincchè se ne aprono tante altre(o almeno si spera).
Senza troppi preamboli, mi sono licenziata dal mio primo lavoro! (adesso mi rimane solo un part-time).
Da quando sono in Germania ho sempre e solo voluto lavorare per tedeschi (a parte qualche eccezione) e sono riuscita sempre ad integrarmi egregiamente nel Team tedesco. Ma ho sempre avuto problemi relativi alla paga, poca, a tariffa-ridotta...insomma elemosine.
A conti fatti a me piace lavorare,anche se qualche commentatore ha detto esattamente il contrario l´anno scorso,e non faccio una piega  se mi devo alzare alle 4.30 del mattino per raggiungere il lavoro.
Insomma io ce la metto davvero tutta,ma a fine mese mi piacerebbe non averi problemi con la mia busta paga.
Il primo licenziamento già c´era stato  qui e poi alla fine ci avevo ripensato con la solita tiritera "meglio poco che niente", il 31 dicembre mi sono invece stra-rotta egregiamente le balle e così scrivo il licenziamento e lo presento.
Rientro egregiamente nelle regole contrattuali,consegna di dimissioni entro la fine del mese con quattro settimane di preavviso. Tredici giorni di vacanza su nove giorni lavorativi, adios fino alla fine del mese  non devo andare neanche un solo giorno a lavorare.
Cosa ho imparato da questa esperienza lavorativa?
È stata una nuova sfida con me stessa.Non avevo mai fatto questo tipo di lavoro e già con una settimana di addestramento, avevo con me il magico cip per aprire porte e ascensori, un telefono per rispondere a chiunque voleva rompermi nel mio turno, responsabilità di portare in stazione il mangiare per i pazienti, assicurarsi di avere per ogni paziente con relative malattie il menù giusto.
Cosa non ti è piaciuto di questo lavoro?
In primis la busta paga! Lo stress fisico,trasportare per i piani i carrelli termici (troppo pesanti),lavorare da sola che mi ha portato anche ad uno stress-mentale ( parlare da sola) e firmare di tutto.
Cosa ti è piaciuto di questo lavoro?
Mi ha dato molta fiducia in me stessa,sapere che puoi riuscire in tutte le sfide che ti metti difronte.
Lavorare con gli anziani?
Non è facile! Dal lato emotivo devi fare i conti con la tristezza nei loro occhi,capricciosi e furbi allo stesso tempo. In sei mesi ho conosciuto granparte delle persone della mia stazione, ero gentile con tutti anche se alla fine riesci ad avere delle preferenze su alcune persone che con altre. Ma devi coccolare tutti allo stesso modo,ho scoperto che tra la gente-paziente si mescolavano anche le spie persone che riportano tutto quello che succede nelle stazioni ai superiori.Devi essere brava con il tuo lavoro e cercare di farti volere subito bene con piccole accortezze,atteggiamenti,sorrisi,contatto fisico(una piccola pacca sulla spalla può far felice una persona che vive in quelle condizioni.)ma devi fare i conti ed essere forte di stomaco per ogni evenienza.
E con i colleghi?
I colleghi della mia stazione erano delle persone splendide solo perchè non abbiamo mai lavorato insieme.Ogni giorno ognuno ha dei turni prestabiliti,per cui io lavoravo al mattino o la sera da sola eccezione per il pranzo che vedi il cuoco per un paio di ore.In una casa di cura tutti diventano colleghi,dagli infermieri,ai dottori, ai tutori per anziani,a quello delle consegne. Insomma lavori da sola,ma allo stesso tempo sei attorniata da tante persone. Devi essere gentile con tutti e fidarti di nessuno.
Qual´è la tua prossima mossa? Un` altra casa di riposo o qualcos´altro?
Senza dubbio qualcos´altro!Credo che opterò ancora per mense o catering di produzione dove riesco a liberare  la mia creatività repressa nella presentazione del cibo fino ad arrivare al commensale.
Questo è lavorare con il cuore per me!

“Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio.”   William James

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