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28 days to write your story #day2

Da giovane ero la classica tipa che doveva provare di tutto.

Ho lasciato l´universita un paio di volte  riprendendola  con poi sempre con maggior difficoltà. Ma la prima volta che decido di lasciare sono stata annebbiata dalla conoscenza improvvisa di un maestro dell´arte e così che sconvolgo la mia vita. La decisione la prendo in pochi minuti "voglio fare l´artista".

Stavo studiando già  architettura con indirizzo design,ma a me non bastava volevo una vita da  boheme ed e così che incomincio con la mia compagna di avventure una salopette rossa e con riccioli scompigliati.
Percorso che lo conduco nella città natale,per cui ritorno in famiglia.

In famiglia non si respira un aria delle migliori  all´improvviso la notizia che voglio abbandonare gli studi sconvolge letteralmente tutti .E tutti i giorni hanno la visione di me con il puzzo di trementina addosso e le mani sporche di colore. Mi costruisco il mio angolo nella cantina di casa. E lavoro così tanto da accumulare in un mese tutto il materiale che era sepolto in me chissà in quale angolo della mente.

In poco tempo mi sono fatta strada nel giro di artisti del paese  presente nelle cene e parlare solo di arte .E di lì le prime mostre, le collettive il passo è stato breve. I primi permessi nell´atrio comunale del Municipio e le uniche due tele vendute a due giapponesi.

Questa storia non ha un sapore di rose e fiori ,i miei l´hanno presa molto male, ed incominciano a togliermi la macchina,la paghetta,cercano con i loro mezzi di togliermi tutto il benessere (per farmi effettivamente perdere la voglia di vivere come volevo io in quel periodo) per ritornare alla vita di sempre,ma nel frattempo un colpo basso perdo la testa per un artista dell´Europa dell´Est e al cuore non si comanda.

Lui viveva esclusivamente di sola arte,e noi  innamorati di arte e di noi incominciamo un processo di lavoro insieme creando anche il nostro stile.

Morale della favola // "Le cose proibite hanno un sapore molto più bello",ed è proprio vero. Ecco che a distanza di anni riconosco che in questa storia abbiamo sbagliato entrambi io e la mia famiglia. Io da ragazza ribelle che avevo voglia di assaporare un pò tutto quello che il mondo mi offriva,la mia famiglia che mi ha messo difronte a scelte e restrinzioni che hanno innescato ancora di più la voglia di metterci dentro il naso.

Il punto //  Ho perso anni della mia vita buttati nel cesso di una strada che porta a ben poco,giustificandola sempre che tutto serve per esperienza.

E voi che ne pensate vi siete mai trovati in una situazione simile?Dalla parte  di curiosare mondi che non vi appartengono o in  quella dei miei genitori da non sapere effettivamente qual´è la mossa giusta affincchè tutto rientra nella normalità?

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1 commento:

  1. Trovo questa storia davvero singolare,ho letto anche le altre certo che ne hai di coraggio tu!
    Mi spiace solo che si sono fermate a poche storie,mi ero abbonata e ti ho conosciuta per caso proprio ad una ricerca su google che mi hanno riportato al tuo blog.
    Alessandra

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