3 febbraio 2015

28 days to write your story #day3

È un periodo devastante,una brutta notizia mi aveva sconvolto letteralmente.
Una sera decido che sarei partita. Lontano dal consumismo, lontano dal mondo,una vita a contatto con la natura, meditazione,canti e quantaltro.Contatto un tempio degli Hare krishna e decido che voglio partire al più presto.
Sconvolgere il proprio Dio,per fare qualcosa di diverso? Avevo bisogno di forti stimoli di sentirmi dinuovo viva,di sapere che nulla era perduto,di  sentirmi dentro ancora stimoli per affrontare la vita. Scoraggiarsi e cadere in depressione era l´ultimo dei miei pensieri.-Quando il mondo ti cade addosso scansati ci sarà sempre un altra via di uscita.

Li chiamo al telefono parlo di tutte le mie preoccupazioni,mi incoraggiano che lì avrei trovato la pace che rincorrevo. E così mi trovo all´aeroporto un biglietto di solo andata tra le mani, e qualcuno che mi avrebbe prelevata all´aereoporto di destinazione.

Solo un piccolo bagaglio,non mi sarebbe servito un grancchè neanche molti  vestiti erano necessari.
Ed è così che arrivo all´aeroporto di destinazione,mi faccio strada tra la folla di gente e degli uomini dei Transfert con un cartello in mano per prelevare i turisti e portarli nelle destinazioni balneari.

Lui non aveva un cartello,ma aveva la sua divisa riconoscerlo era inevitabile una tunica arancione un Tulasi (collanina al collo) e la testa rasata e un Tilaka che gli prendeva l´ampia fronte e li scendeva fino al naso. Mi avvicino e non parliamo  mi fa entrare nel pulmino e ci direggiamo verso il tempio.

Le stradine sono tortuose e solitarie come il mio groviglio di pensieri Era giusto o sbagliato quello che stavo facendo? E´  troppo tardi!

Mi registrano come se stessi prendendo una suite costosa,mi spoglio dei miei beni materiali ed indosso il sari.
Vengono due ragazze in mio aiuto mi avvolgono di metri e metri di stoffa nel mio corpo e mi spiegano come fare da sola. Il primo giorno ci sono state tutte le presentazioni,come se fossi una celebrità,dal giorno successivo  mi avvicino alla reltà.I miei compiti erano ben precisi diventare da subito vegana e tutti gli alimenti che consumavo dovevano essere offerti al signore Krishna.Non assumere droghe (compresi sigarette, caffè, tè e alcolici,non praticare sesso, se non a scopo di procreare e non praticare gioco d'azzardo.

Alcuni punti non mi interssavano minimamente,ma i panini con il salame mi rincorrevano la notte nei sogni e le sigarette,una volta ne ho fumato una mentre stavo lavorando al campo e un devoto mi ha scoperta e punita.Stavo senza dubbio scendendo nella follia più assoluta e nella depressione,la vita era durissima,dovevo alzarmi la mattina alle 4 per pregare e sempre pregare cantare i Mantra lavorare,aiutare chiunque,offrire cibo,mangiare cose che non mi piacevano.

Dopo una quindicina di giorni ero ingrassata,cereali,caffè d´orzo e legumi,mi fermentavano nello stomaco e i giganti  panini al salame mi rincorrevano di  notte nei sogni,i devoti mi parlavano della  legge del karma e della reincarnazione.Iniziai  a recitare il mantra Hare Krishna nel rosario,a cantare il Mantra a qualsiasi ora del giorno, me ne andavo dalle mucche che puzzavano di sterco e un bel giorno decido che dovevo andare via da questo posto.Ma per entrare le porte sono aperte per tutti,il problema è quando vuoi uscire.

Per farla breve sono scappata da quel posto e ho incontrato in quelle stradine tortuose e solitarie un omino con un furgone che mi ha dato un passaggio fino all´aeroporto. Il mio primo viaggio con il sari,ma la cosa più eccitante e che all´aeroporto siciliano mi aspettava la mia migliore amica con sigarette e panini al salame.

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